Lun. Lug 22nd, 2024

Leggere i ricordi del Professore Antonino Russo è sempre un toccasana. Abbandonare le odierne caotiche e strampalate realtà e ritrovarsi lontani nel tempo.

A Bagheria, per tradizione, feste e manifestazioni varie, venivano annunciate dal suono di due o più tamburi.
In breve il quadro completo comprendeva i tamburinai e un numero sempre crescente di ragazzini che si aggiungevano a mano a mano che il corteo procedeva. Ogni tanto i tamburinai si fermavano per rendere omaggio a persone di rispetto che lo meritavano. Li dove si fermavano i tamburinai si disponevano in cerchio e davano inizio a un concerto di tamburi. Poi il corteo riprendeva la marcia.

Una volta anche io sono sceso da casa e mi sono aggregato a tre tamburinai. Tutto preso dal suono elettrizzante, non ho guardato la strada che il corteo percorreva. Ad un certo punto tutti si sono fermati. Le persone si sono disperse e anche i tamburinai sono scomparsi tra le case. Io mi sono ritrovato solo in un luogo che non conoscevo. Non volendo bussare presso una casa per chiedere informazioni, ho cominciato a camminare ora verso destra, ora verso sinistra, ora avanti, ora indietro nella speranza di trovare la via verso casa. Dopo diversi tentativi, mi sono ritrovato nei pressi della piazza Madrice. A quel punto è stato facile andare a casa. Da quel giorno non ho più seguito i tamburinai. Per qualche tempo non li ho neanche guardati dal terrazzo. Passato il momento di paura, sono tornato ad apprezzare il suono ritmato dei tamburi. Non li ho più seguiti, ma quando passavano lungo il corso Umberto scendevo per vederli da vicino.
Il tamburo veniva usato anche per annunciare ordinanze del Sindaco di Bagheria. In quel caso il tamburinaio gridava: all’uordini ru sinnacu ( e di seguito il testo del messaggio).
I ragazzini erano quelli che portavano a casa le notizie diffuse dai tamburinai. Spesso capitavano inconvenienti (di grande o di poco conto) perché nella concitazione del momento spesso si capiva una cosa per un’altra e si riportavano notizie sbagliate. Una cosa era certa: il suono dei tamburi radunava in tanti che seguivano i banditori ed aumentavano a mano a mano che il corteo procedeva.

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Di Antonino Russo

Bagherese del ‘36, nel 1959 si trasferisce a Napoli per insegnare in una “elementare” nel popolare e pittoresco rione Vergini - Sanità. Si lascia coinvolgere dai fermenti culturali di Bagheria, dandosi proficuamente alla poesia, ma anche alla saggistica e alla narrativa. Collabora con numerose testate, è sociologo dal 1990.