Sab. Lug 13th, 2024

Progetto PON a cura del III circolo didattico L. Pirandello

Nuovamente ospiti della splendida realtà che è il III circolo didattico Luigi Pirandello, avente alla dirigenza la professoressa Fiorangela Troia , abbiamo la possibilità di prendere parte della tappa finale del progetto PON – “in giro nelle bellezze del mondo” – avente come tutor l’insegnante Giusy Pravatà e che si è concluso, per l’appunto, nella frazione marinara di Aspra con la visita guidata al museo dell’acciuga dei fratelli Domenico e Michelangelo Balistreri e alla Parrocchia Maria SS. Addolorata.

Il percorso formativo di tale progetto si è posto l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la tutela dell’ambiente, la conoscenza del territorio e l’apprezzamento delle bellezze naturali, culturali, artistiche e produttive del nostro Paese, nel quadro di una corretta formazione geografica ed ecologica e di sollecitare i ragazzi ad andare oltre la pura percezione visiva, osservando criticamente il paesaggio dei luoghi che vivono e che conoscono.
Attraverso la fotografia, “missioni geografiche” e attività motivanti all’aria aperta, si è cercato di promuovere lo spirito di osservazione, il talento artistico e accrescere la consapevolezza del valore del paesaggio come bene comune.
Questo è quanto ci ha riferito l’insegnante Caterina Di Salvo, che con gioia e forza inarrestabile ci invita in questo percorso per amare ed apprezzare le bellezze culturali e storiche del nostro territorio.

Una volta accomodati dentro è subito percepibile che il museo dell’acciuga e delle arti marinare di Aspra è un atto di passione e d’amore realizzato dai fratelli Balistreri, a conferma di quanto loro stessi affermano, e che hanno raccolto con cura elementi dell’arte marinara. Attraverso il racconto leggero di ogni aneddoto e passaggio storico a cura di Michelangelo, veniamo proiettati all’interno di un baule pieno di tesori e ricordi della Sicilia e del mare, che racconta la storia di uomini che hanno trattato e saputo interpretare il lavoro della pesca e delle sue molteplici lavorazioni e trasformazioni. Il Museo, dunque, vuole essere concepito come un luogo vivo e vuole essere un fiore all’occhiello della comunità di Aspra.
Sono state raccolte cose materiali e immateriali, che raccontano storie di gente di mare, testimonianze che senza il museo non avrebbero avuto voce.

Con naturale leggerezza e palpabile passione, apprendiamo il valore delle cose, attraverso semplici foto, oggettistica o anche attraverso canzoncine in dialetto siciliano: tripudio di iconografie nostrane. E’ facile dunque essere proiettati in luoghi eterni: “Date valore alla famiglia, al legame con i nonni, soffermatevi sull’amore per la Sicilia e non perdetelo mai”. Michelangelo è un archivio tangibile di mille vite ed esperienze ed è in grado di divenire strumento di cultura anche con semplici parole. – “Dovete difendere il mondo e migliorarlo, il museo serve a guardare il mondo e non giudicarlo, con gli occhi tutto cambia. Nei musei la memoria non manca mai, i ricordi restano eterni e non serve solo per custodirla ma per esportarla, diffonderla”.

Tra i vari passaggi nelle stanze del museo, Michelangelo ci accoglie in un’aula e intonando un canto ci racconta della storia dello squalo e dell’acciuga, di quanto il primo si illudesse d’essere più forte della seconda e di come invece si sbagliasse. Metaforizzando sulla storia dei siciliani, delle persone buone e così afferma: “Se tu cancelli la mafia racconti l’amore, Se tu racconti l’amore cancelli la mafia”. E lo sa bene Michelangelo, che nel corso del tempo ha sempre denunciato le varie richieste di pizzo a lui arrivategli più volte. A tal proposito aveva affermato da un suo comunicato social: “Non riesco a provare odio per voi, anzi dovete sapere che prego per voi e per le vostre famiglie affinché Cristo vi riporti alle luce e vi faccia capire il verosenso della vita”.
I musei di Bagheria ma soprattutto dell’intera Sicilia servono ad esportare la bellezza del nostro paese, della nostra storia, contrariamente a quanto conosciuto e diffuso del siciliano in se.
Con questa frase, di lì a poco, Michelangelo Balistreri ci congederà impregnando anche lui, grazie all’immenso lavoro delle docenti e della dirigenza, le menti di queste giovani vite, a rendere meglio vivibile le meraviglie del territorio.


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Di Mariangela Facendola

Classe 1995. Laureata in scienze della comunicazione per i media e le istituzioni, regolarmente iscritta all'albo dei giornalisti pubblicisti da marzo 2023, collaboratrice presso "Il settimanale di Bagheria" - da dicembre 2020. Non esiste nulla che foglio ed inchiostro non possano risolvere.