Lun. Lug 22nd, 2024

Ancora un ricordo del Professore Antonino Russo che ci descrive le strade di in città meno caotica. Anfratti particolari che oggi spariscono a causa della frenesia modernizzatrice di una visione miope del nostro paese.

Iniziando la salita del Corso Butera s’incontrava subito a sinistra l’arco di Santa Rosalia. Adesso l’arco non c’è più. L’ingresso per la strada è sgombro.
Quando io ero piccolo l’arco era visibile e stranamente alla sommità dello stesso si vedeva lo scheletro di un balcone. Io non sono mai entrato in quella traversa perché mi dava l’impressione che vi fosse qualcosa di strano che portasse male.
Oggi l’arco sormontato dallo scheletro di balcone non esiste più, ma io continuo idealmente, quando torno in città, a non attraversarlo.
Quando eravamo piccoli ci facevamo suggestionare da racconti e leggende che spesso mettevano paura e i grandi alimentavano queste fobie.
Cl facevano sembrare certe zone misteriose quando invece tutto era lineare e non vi era alcunché che potesse incutere terrore.
Eppure quei racconti ci hanno procurato parecchie notti insonni. Alcuni di quei luoghi sono ancora in vita, ma oggi i ragazzini sono più svegli di noi e non hanno paura di pericoli inesistenti.

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Di Antonino Russo

Bagherese del ‘36, nel 1959 si trasferisce a Napoli per insegnare in una “elementare” nel popolare e pittoresco rione Vergini - Sanità. Si lascia coinvolgere dai fermenti culturali di Bagheria, dandosi proficuamente alla poesia, ma anche alla saggistica e alla narrativa. Collabora con numerose testate, è sociologo dal 1990.