Lun. Lug 22nd, 2024

Quando il Professore Antonino Russo condivide con noi quei ricordi un po’ più intimisti, il ritorno alle nostre memorie è sempre immediato. Eccoci a riconoscere forme nei sassi levigati, distesi al sole: la giovinezza era sempre d’estate.

L’acqua del mare modella le pietre con azione costante, anche causa della sua salinità. Le pietre, poi, che raggiungono la spiaggia, vengono sospinte e risucchiate in modo tale da procurare uno sfregamento con la sabbia e con gli scogli. Questo lavorio fa si che ogni pietra subisca una erosione in vari punti.

C’è un momento di questo lavoro della natura che è capace di produrre oggetti artistici originali. A volte si intravedono forme umane, o di animali o di oggetti vari. Messe insieme queste pietre possono formare una composizione che può avere qualcosa di artistico. La sinuosità delle linee che viene a comporre forme-non forme produce sensazioni gradevoli.Alcune composizioni informali di natura lirica possono destare anche emozioni e costituire oggetti artistici anche di discreto valore. La natura, impiegando tutti i suoi elementi, è capace di trasformare i corpi e di creare opere che non è esagerato definire artistiche.

Quando ero a Bagheria, in state andavo lungo la litoranea per trovare un posto adatto a fare il bagno e trascorrevo diversi momenti a cercare tra gli scogli sia pietre particolari, sia conchiglie, sia altri reperti di epoche a volte abbastanza antiche. Spesso non si riusciva a recuperare alcuni oggetti perché erano incorporati nelle rocce. Erano oramai talmente consolidate nelle pietre che tirarle fuori era impossibile senza rovinarle.

Qualche conchiglia sono riuscito a titarla fuori. Se faceva corpo unico con la pietra era necessario staccare un blocco che conteneva il reperto, nella speranza di poter recuperare questo ultimo in un secondo tempo. Sono riuscito a recuperare conchiglie formatesi in epoche antichissime e rimaste seppellite nel tufo arenario per tanti secoli. E’ stato possibile recuperarne alcune quando in un punto della litoranea è stata scavata una parete e modellata una scaletta nel tufo. Un giorno scendendo per quella scaletta per raggiungere la sottostante spiaggia ho visto mezza conchiglia che usciva dal tufo. Con un cacciavite che avevo in macchina sono riuscito a liberare tutta la conchiglia. In seguito ne ho trovate altre.

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Di Antonino Russo

Bagherese del ‘36, nel 1959 si trasferisce a Napoli per insegnare in una “elementare” nel popolare e pittoresco rione Vergini - Sanità. Si lascia coinvolgere dai fermenti culturali di Bagheria, dandosi proficuamente alla poesia, ma anche alla saggistica e alla narrativa. Collabora con numerose testate, è sociologo dal 1990.