Lun. Lug 22nd, 2024

I ricordi del Professore Antonino Russo spesso ritornano sulla sua infanzia bagherese, arricchendosi ad ogni passaggio di nuovi particolari. Un legame con la propria città che va oltre quello di un cordone ombelicale, forse perché consolidatosi negli anni della formazione, e divenuto imprescindibile con la lontananza.

Ho fatto il primo anno di asilo infantile dalle monache, quando avevo cinque anni. L’anno successivo avrei dovuto iscrivermi in prima elementare, ma la mamma, distratta dai tanti problemi che in quel momento ci affliggevano, mi ha nuovamente iscritto alla scuola materna. Nel mese di gennaio dell’anno successivo, la suora, che ha ordinato i registri, si è accorta che io avevo sei anni e dovevo frequentare la prima elementare. Mamma ha trovato una insegnante che dava lezioni private e mi ha fatto predarare per l’esame di ammissione alla prima elementare. E così, superando l’esame, mi sono potuto mettere in regola. In tal modo ho ritrovato quelli che dovevano essere i miei compagni. In fondo a me dispiaceva lasciare il convento delle monache perchè nel loro cortile c’era un valido motivo di divertimento per noi bambini.
Le monache avevano diversi conigli in gabbia. Noi aprivamo lo sportellino e facevamo uscire gli animaletti. Le monache ci incaricavano di acchiappare i fuggitivi ed era un divertimento che durava diverse ore alla fine della sarabanda i conigli venivano acchiappati dal custode del convento: noi non li avremmo acchiappati mai.

Io ricordavo un cortile enorme. Quando, ventenne, sono andato a trovare la mia maestra, ho avuto la delusione di trovare un cortile piccolissimo. Anche la chiesa la ricordavo enorme, invece era piccolina. Inoltre da grande ho potuto ammirare un dipinto del pittore bagherese Salvatore Galioto e un altro del pittore Carmelo De Simone (nato a San Giovanni Gemini, in provincia di Agrigento nel 1860, ma vissuto a Bagheria), che ha affrescato la volta del salone al piano nobile del palazzo.

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Di Antonino Russo

Bagherese del ‘36, nel 1959 si trasferisce a Napoli per insegnare in una “elementare” nel popolare e pittoresco rione Vergini - Sanità. Si lascia coinvolgere dai fermenti culturali di Bagheria, dandosi proficuamente alla poesia, ma anche alla saggistica e alla narrativa. Collabora con numerose testate, è sociologo dal 1990.