Sab. Lug 13th, 2024

Ancora una volta un ricordo di gioventù del Professore Antonino Russo, ci permette riflessioni sulla Bagheria contemporanea, dove già vediamo duelli e intravediamo anche “pupari” per le prossime elezioni.

Il cartellone di uno spettacolo nel teatrino del pupi che organizzava il signor Rotunno in una traversa del Corso Umberto, un giorno diceva: Cruenta lotta tra Orlando e Rinaldo. Alcuni ragazzini sostavano davanti al cartellone e pregustavano già gli effetti della lotta annunciata. Il violento duello era accompagnato dal signor Rotunno con pedate su una pedana di legno che fungeva da palcoscenico e sul quale agivano i pupi. Spesso la lotta si trasferiva tra gli elementi del pubblico i quali parteggiavano per l’uno e per l’altro dei contendenti. Il signor Rotunno doveva a volte interrompere lo spettacolo per sedare tumulti che scoppiavano tra gli spettatori. Alla fine si stabiliva chi era il vincitore. A quel punto cessavano i litigi e iniziavano i commenti sull’accaduto. Anche in questa fase si avevano discussioni accese tra opposte fazioni. Le dispute continuavano anche lungo il corso Umberto. Alla fine i contendenti si salutavano e a quel punto deponevano le armi.

Le dispute erano momentaneamente sospese, ma pronte ad esplodere dopo un’altra rappresentazione. I pupi riposavano appesi ai chiodi conficcati in un’asta di legno. A guardarli sembravano esseri pacifici, ma i pupari sapevano come riportarli nella posizione di lottatori indomiti. Spesso rimanevano argomenti da trattare la sera seguente. Alla fine gli improperi andavano sempre al cattivo che era la causa di tutti i mali del protagonista. Quando siamo riusciti, io e i miei compagni, a comprare quattro teste di pupi e li abbiamo rivestiti, abbiamo anche provato ad organizzare un teatrino. L’operazione era interessante perché ci impegnava a produrre un testo, rabberciato con le frasi che ci rimanevano in testa durante lo spettacolo a cui avevamo assistito. Aggiungevamo alcune colorite espressioni dialettali e ne veniva fuori qualcosa che di tragico aveva ben poco Era fondamentalmente comica la situazione che si veniva a creare: e questo disponeva l’occasionale pubblico agli applausi e all’approvazione del nostro operato.

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Di Antonino Russo

Bagherese del ‘36, nel 1959 si trasferisce a Napoli per insegnare in una “elementare” nel popolare e pittoresco rione Vergini - Sanità. Si lascia coinvolgere dai fermenti culturali di Bagheria, dandosi proficuamente alla poesia, ma anche alla saggistica e alla narrativa. Collabora con numerose testate, è sociologo dal 1990.