Sab. Lug 13th, 2024

Il concetto sottinteso nelle dichiarazioni del Sindaco uscente Filippo Maria Tripoli nel confronto a Villa Rosa. Nella vicenda del Caffè Verdone infatti il Comune fece finta di niente.

Nella giornata del 25 dicembre, in cui si celebra la liberazione dall’oppressione nazista e dal regime fascista, mai assist fu dato dalla stampa locale ai candidati schierati contro il sindaco uscente.
Infatti, altra liberazione che le comunità siciliana, compresa quella bagherese, vorrebbe festeggiare è quella dal fenomeno mafioso e dalle più becere manifestazioni tra cui l’estorsione. E se nel dibattito di domenica 21 aprile scorso a Villa Rosa gli animi si erano accesi in particolare con le dichiarazioni del nostro Ignazio Soresi, candidato a sindaco della lista ReteCivica-Bagheria, proprio in merito ai fenomeni mafiosi, alcune dichiarazioni erano sfuggite.
Improvvidamente, gli dà eco uno strano post in cui viene ripresa solo la dichiarazione del sindaco uscente spacciata come notizia:
un capitolo “ad hoc” sarà attivato per prevedere uno sgravio contributivo nei confronti di chi denuncerà il pizzo. Con questo provvedimento vogliamo dare un colpo alla criminalità organizzata che impedisce uno sviluppo alla nostra città.

Risponde Ignazio Soresi:


può spiegare il sindaco come mai sotto la sua amministrazione, il Comune di Bagheria non si è costituito parte civile al processo contro gli estorsori del Caffè Verdone, tanto che la cosa ha stupito addirittura l’associazione AddioPizzo?

Forse in quel caso non si fece perché tra i presunti estorsori c’era un candidato nelle liste di allora a sostegno del sindaco? Come ho avuto modo di dire all’incontro di Villarosa, l’antimafia non è un valore astratto, e dire “non lo sapevo” non può essere in alcun modo una scusante. Mi risulta per altro che l’iniziativa era già stata proposta dall’allora sindaco Patrizio Cinque, e non sarebbe nemmeno farina del sacco dell’attuale sindaco che, inoltre, spesso dimentica di avere avuto 5 anni a disposizione per realizzare queste iniziative, perché non prima?
È possibile rileggere tutta la dichiarazione dell’associazione a tutela delle vittime di estorsione, qui .

Siamo pronti ad ospitare sul tema anche le dichiarazioni di tutti gli altri candidati.
Chiediamo ai lettori di riflettere come sui temi dell’antimafia la linea di qualcuno sia nei fatti diversa dalle parole. Perché parlare di mafia può essere facile, agire contro la mafia è cosa diversa, e può partire dalle parole ma la devi poi tradurre nei fatti. Hanno un peso anche le parole e le azioni di chi informa e non è libero: si parte da una inquadratura televisiva o da un controllo preventivo degli interventi sui social.
Cu’ sa’ sienti strinci i rienti!!!

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