Sab. Lug 13th, 2024

Anche dal nostro borgo marinaro giungevano ieri, preoccupanti immagini di quelle che sembravano navi da guerra, con un certo disagio visto la cronaca internazionale. Niente di tutto questo.

Si è tenuta ieri, nel golfo di Palermo, coordinate dalla Capitaneria di Porto, l’operazione “Pollex 2024” organizzata per verificare la risposta a un’emergenza inquinamento in mare. L’addestramento ha visto il coinvolgimento delle forze che intervengono in campo in casi di inquinamento in mare.
    E’ stato simulato un incidente a bordo della nave cisterna “Wine Trader”, con tanto di sversamento di gasolio in mare provocato da un incendio divampato a bordo della stessa.
   

Ringraziamo per il video Erminio Di Maria

Nell’esercitazione è stato previsto anche il soccorso ad un membro dell’equipaggio colto da malore.
Dopo l’allarme lanciato dalla sala operativa della capitaneria di porto, è scattato il piano di emergenza locale. Un dispiegamento di forze, tra cui la guardia costiera, i vigili del fuoco, la marina militare e i rimorchiatori, è intervenuto per fronteggiare l’emergenza.
 Le operazioni si sono concentrate sul contenimento della macchia inquinante – ha dichiarato Nicola Silvestri, capo servizio operazioni della direzione marittima di Palermo – nelle operazioni di disinquinamento è stato impiegato, oltre al mezzo “Castalia” dotato di dotazione antinquinamento, anche tre pattugliatori della marina militare.
Attraverso delle panne contenitive, piazzate lungo la zona inquinata, è stato possibile arginare il propagarsi della macchia di gasolio, agendo contemporaneamente con un depuratore calato per mezzo una gru, introdotto nella macchia inquinante e adoperato alla depurazione dell’acqua marina.
 Ha preso parte all’esercitazione anche la nave “Sirio” della marina militare. Il suo equipaggio ha collocato in mare le barriere contenitive per circoscrivere la macchia inquinante limitando l’espansione. Sono stati attivati i sistemi di “Skimming discoil”, capaci di aspirare e separare gli idrocarburi dell’acqua marina, riducendo drasticamente l’impatto ambientale dello sversamento. “In estrema ratio – ha dichiarato Michele Angelicchio, comandante del pattugliatore d’altura “Sirio” – siamo pronti ad intervenire con sostanze chimiche specifiche che, disperse sulla macchia, ne accelerano la degradazione, limitando al minimo i danni all’ecosistema marino.
(fonte ANSA).

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