Sab. Lug 13th, 2024

La foto è eloquente. Evidentemente chi brucia ha le giuste protezioni tra autorità e forze dell’ordine. Non ci sono lunghezze burocratiche nelle eventuali indagini che possano giustificare il veleno che ci stanno lasciando respirare.

Ecco l’ennesimo regalo di Natale sempre nello stesso identico punto. Un di quei roghi con i fumi che restano bassi e una puzza di qualcosa di chimico che ha reso l’aria irrespirabile per tutta la mattinata e ancora avvertibile adesso mentre scriviamo alle 14:30 del 24 dicembre. Confrontando con un qualunque navigatore satellitare siamo in grado di fornire le coordinate precise e possiamo garantire che non ci sono panifici, e se fossero risultanze di potature, per bruciare ogni giorno ci dovrebbe essere li la foresta amazzonica, per cui non si tratta di canne fumarie guaste ne di restucce, come qualche spiritosone fine polemista cercava di fare intendere sui social cercando di difendere l’indifendibile e sminuire il valore delle segnalazioni.

Dopo tutte queste indicazioni e le denunce sporte dai cittadini presso le autorità competenti, pare chiara l’intenzione di tollerare questo operato. Deve esserci (evidentemente ma speriamo di no) un tacito consenso da parte di tutti coloro che potrebbero arginare questo fenomeno altrimenti non si spiega come si continui impunemente ad avvelenare parte della città ad ogni ora del giorno e della notte.

C’è in città qualcuno che si rivolge ad uno o più privati piuttosto che a chi di competenza, per lo smaltimento di ingombranti ed elettrodomestici dismessi, che finiscono in queste aree periferiche dove sembrerebbero insistere discariche abusive, ma anche in contrada Monaco (dove sono vittime si giovani sfaccendati che li danno alle fiamme per passare il tempo) e in piazza Indipendenza che si salva dai roghi perché troppo centrale. Ma ne abbiamo trovati abbandonati anche nel cantiere già transennato della zona artigianale tanto nominata di questi tempi, dove pure abbiamo trovato resti di roghi.

Cosa rende economicamente competitivo il fatto che ci si rivolga a questi privati? Dove il servizio pubblico incespica lasciando spazio al servizio illecito? Ma sopratutto perché incespica?
È possibile che le associazioni ambientaliste, una delle quali con sede proprio in piazza Indipendenza, ancora non si accorgano e non si siano attivate al fianco dei cittadini preferendo una posizione supina? Ma tutti coloro che dicono di essere sul territorio e per il territorio esattamente di cosa parlano quando affermano queste cose? I cittadini ringraziano per le attenzioni a loro dedicate.

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Di Ignazio Soresi

Classe 1969. Si forma dai gesuiti a Palermo. Studia Economia e Commercio, Scienze Politiche, Scienze Biologiche ed in età matura, Beni Culturali ad indirizzo Storico/archeologico. Opera in ambito turistico. Ha collaborato con diverse testate.