Lun. Lug 22nd, 2024

Obbligo di firma per i due imprenditori coinvolti nella gestione illecita dei rifiuti nella campagne della città delle ville. Il provvedimento della scorsa settimana a noi è sembrata un’operazione dal sapore fortemente mediatico, necessaria forse per zittire le polemiche sui mancati interventi nell’ultimo anno sul fenomeno diffusissimo dei roghi di rifiuti nelle periferie, che per altro, inesorabilmente, continua.

Si starebbe alleggerendo la posizione dei due imprenditori bagheresi coinvolti nella gestione illecita dei rifiuti delle loro imprese edili e di quelle di terzi, fatti sotterrare in alcuni terreni di loro proprietà.
In accoglimento dell’istanza presentata dal difensore Avvocato Nino Pagano, il gip di Palermo, Walter Turturici, ha revocato la misura degli arresti domiciliari, sostituendola con quella dell’obbligo di firma ai fratelli Testa, Salvatore e Pasquale. La difesa avrebbe prodotto alcuni carotaggi dei terreni e dai rilievi effettuati risulterebbe che i rifiuti sotterrati sarebbero di tipo non pericoloso. Rimane il provvedimento di sequestro e la misura presa nei confronti dei tre autisti coinvolti nella vicenda.

Immagine di repertorio, sfridi da lavori del Comune custoditi da un anno in terreno privato.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nelle indagini condotte tra dicembre 2022 e febbraio 2023, l’impresa avrebbe dovuto occuparsi di edilizia e di trasporto di rifiuti speciali non pericolosi. Nei terreni di sua proprietà avrebbe organizzato invece una discarica accogliendo e interrando i materiali di risulta di diversi cantieri aperti a Bagheria e nelle zone limitrofe.
Il meccanismo messo in piedi avrebbe consentito ai titolari dei cantieri di abbattere i costi e non pagare le tasse per lo smaltimento, per un guadagno di circa 15 mila euro al mese.
I Carabinieri hanno documentato almeno 280 scarichi di sfabbricidi, con una media di sette al giorno eseguiti senza soluzione di continuità, per un totale di circa 1.400 tonnellate di materiale inerte.
I terreni agricoli interessati da quello che i Carabinieri definiscono un vero è proprio scempio, sono già in aree sottoposte a vincolo paesaggistico e sismico e considerati in stato di dissesto.
Terreni e mezzi pesanti impiegati, secondo quanto ricostruito, già nel 2022 erano stati sequestrati dal Tribunale perché considerati nella disponibilità di Nicolò Testa, già condannato per mafia, recentemente scomparso.
La vicenda giudiziaria sia apre nel novembre del 2023 (potete rileggere qui), e nascerebbe, secondo indiscrezioni, da una segnalazione della Polizia Municipale di Bagheria avvedutasi degli accadimenti, durante un pattugliamento probabilmente volto all’individuazione di modus operandi, pericolosamente molto più diffusi di quel che si può immaginare. Malelingue raccontano per altro che i due membri del corpo, sarebbero, successivamente alla segnalazione, stati spostati ad altri incarichi.

Un rogo di rifiuti nelle periferie

L’esposizione mediatica per una vicenda già nota ci pare onestamente pretestuosa. La diffusione di un tipo di filmato che in gergo si chiama pupiata, la confusione (involontaria?), generata soprattutto con la cronologia dei provvedimenti presi, nello specifico le date dei sequestri dei beni nel tentativo di restituire contemporaneità all’accaduto, l’avere suggerito un collegamento con il fenomeno mafioso, indicando in Nicolò Testa, padre dei due imprenditori, deceduto il 7 novembre scorso, il capro espiatorio non più imputabile, tutto questo, si inquadrerebbe perfettamente nella necessità di dare un segnale a quella parte sempre più consistente di cittadini e di opinione pubblica che chiede interventi sul fenomeno dei roghi di rifiuti nelle periferie di Bagheria, che pare abbia precisi connotati e che invece, in alcun modo è legato a questa o qualsivoglia altra indagine, di cui al momento si è a conoscenza.

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Di Ignazio Soresi

Classe 1969. Si forma dai gesuiti a Palermo. Studia Economia e Commercio, Scienze Politiche, Scienze Biologiche ed in età matura, Beni Culturali ad indirizzo Storico/archeologico. Opera in ambito turistico. Ha collaborato con diverse testate.