Sab. Lug 13th, 2024

Nonostante ci sia chi “aiuta a superare gli inghippi”, la struttura all’interno dell’area denominata “La Montagnola”, verserebbe in gravissime difficoltà economiche. Luce tagliata e dipendenti che hanno abbandonato la nave.

La casa per anziani che era una eccellenza del territorio, gestita oggi dalla cooperativa Aretè la cui presidente è Maria Caterina Andò, negli ultimi anni è stata al centro di una vicenda con risvolti giudiziari, tra la cooperativa stessa e la fondazione L’Intelligenza Italiana al Servizio dell’Umanità che detiene titolo di proprietà su tutta l’area.

Secondo quanto emerso da indiscrezioni di cui abbiamo riscontro, i servizi elettrici sarebbero sostenuti da un gruppo elettrogeno a noleggio che costerebbe 3600 euro settimanali e 100 euro al giorno di gasolio,che potete vedere in opera nel video ripreso poche sere fa.

Il tutto a causa di un contenzioso con l’ente erogatore che avrebbe sospeso il servizio, a causa di un mancato pagamento di una o più fatture, che ammonterebbero ad oltre 53mila euro di fornitura elettrica.
( N.D.R. ma come si arriva a queste cifre in una casa di riposo? Fanno i concerti per gli ospiti? Prestano la luce per altri concerti?).

I dipendenti non percepiscono stipendio da mesi e sarebbero oggetto di una operazione di reclutamento soci nella cooperativa; l’operazione comporterebbe una notevole variazione del trattamento economico, rispetto al CCNL del settore, e avrebbe una appendice in una sanzione di 204 mila euro erogata dall’INPS per irregolarità, pare proprio, nel versamento dei contributi ai lavoratori.
Alcuni di questi avrebbero, nei giorni scorsi abbandonato la barca, costringendo la gestione a confrontarsi con gli ospiti, e a riferire lo stato delle cose. Anche tra questi, ci sarebbero state numerose defezioni.

Dei documenti di cui siamo entrati in possesso, e di cui in qualunque sede possiamo mostrare traccia, il più disarmante è quello che invita a votare per un ex assessore di questa amministrazione perché ...è una persona che è stata vicina a noi in questi anni e lo è tuttora. Ci ha sempre aiutato negli inghippi burocratici e continuerà ad essere presente per la nostra struttura quindi si merita il nostro sostegno.
In che modo e in che termini si è espletato questo aiuto? Di che inghippi si parla? Ovviamente nel messaggio originale si legge chi sta parlando e di chi sta parlando.

Ma il legame tra questa amministrazione e le strutture del parco della Montagnola, come sottolineiamo da anni, sono molteplici e passano anche da patrocini onerosi coi soldi dei cittadini, per attività imprenditoriali nel mondo dell’intrattenimento musicale e non solo.

Anche questo pare non sia passato inosservato agli occhi della proprietà che aveva ceduto l’area in comodato d’uso al Piccolo Parco Urbano, e che lamenta l’incompatibilità tra attività imprenditoriale e di propaganda politica a favore di alcuni attori politici specifici, riconducibili (come speso accade) a questa amministrazione, e la mission, per cui l’affidamento era stato concordato.
A causa dei risultati della gestione di Villa Serradifalco, sembra siano state avviate dalla fondazione proprietaria, tutte le operazioni per procedere allo sfratto della cooperativa e la messa in atto di tutte le pratiche necessarie per assicurare la prosecuzione del servizio e il benessere degli ospiti.
E se procedessero in questa direzione anche con il Piccolo Parco Urbano?
Manu CIAO!!!

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