Lun. Lug 22nd, 2024

Il nuovo Consiglio Comunale elegge il suo presidente e il vicepresidente (anche lui di maggioranza) a riprova di un organo che in maniera coesa è a servizio della città. Con le forze dell’ordine, Bagheria non è più città della mafia.

Saranno Andrea Sciortino, eletto nella lista Bagheria Città Aperta, già Assessore al Decentramento nella scorsa consiliatura e Luca Pagano, 22enne, il candidato consigliere più votato nella lista Uniamo Bagheria, particolarmente noto per l’impegno profuso per la città negli ultimi 5 anni, rispettivamente presidente e vice presidente del consiglio comunale di Bagheria.
L’insediamento, tenutosi ieri sera dopo il giuramento della giunta ancora orfana del settimo assessore, ha visto anche l’ingresso in consiglio comunale di Pietro Lo Buglio. Dopo le dimissioni di Emanuele Tornatore che ha accettato l’incarico di assessore, Lo Buglio che dal 2021, con la sua associazione, gestisce lo spazio comunale di villetta Butera con un patto di comunità, subentra come primo dei non eletti.


L’impegno delle associazioni ha premiato molti dei consiglieri eletti. Collaborazioni attive sul territorio che hanno garantito servizi e presenza capillare, coadiuvando l’attività dell’amministrazione, che di contro nell’ottica del bene comune ha messo a loro disposizione risorse di varia natura, non ultima la disponibilità di sedi operative destinando a questo scopo i beni confiscati alla mafia.
Nelle parole del Sindaco Filippo Maria Tripoli proprio la soddisfazione per avere contribuito a sconfiggere un fenomeno che a suo dire, a Bagheria non c’è più, seppure bisognerà tenere gli occhi aperti perché la criminalità organizzata evolve e si trasforma.

Per l’ottenimento di un così importante risultato, negli ultimi 5 anni, l’impegno e lo spirito di proficua collaborazione con le forze dell’ordine, il faro a cui ci si è rivolti, a cui è giusto ancora una volta rendere merito. La loro presenza costante sul territorio, quasi assillante, contro i fenomeni di illegalità diffusa, ha contribuito fortemente al clima di sicurezza che si respira per le strade, e che tutti possono apprezzare e hanno apprezzato in questi anni. Senza questa sinergia, oggi Bagheria sarebbe ancora la città della mafia così (come) l’abbiamo conosciuta.

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Di Ignazio Soresi

Classe 1969. Si forma dai gesuiti a Palermo. Studia Economia e Commercio, Scienze Politiche, Scienze Biologiche ed in età matura, Beni Culturali ad indirizzo Storico/archeologico. Opera in ambito turistico. Ha collaborato con diverse testate.