Gio. Gen 22nd, 2026

Storica assistente sociale a Bagheria, si è spenta prematuramente venerdì scorso all’età di 65 anni. Nasce un fondo benefico a suo nome.

Se il tuo lavoro è una missione, e la missione è la tua vita, non puoi non lasciare un segno. Colleghi diventanti amici, amici diventati compagni di percorso e tutti diventati famigliari di una figura che a Bagheria non passava inosservata con impegno reale e concreto in un settore che oggi lamenta deficit di empatia e capacità di mettersi nei panni degli altri.
Mary Abate ce la raccontano le righe affidateci dalla sua grande famiglia e ce la racconta una iniziativa che farà la differenza ricordando a tutti che Mary non ci ha lasciati soli.

Mary Abate non è stata soltanto un’Assistente Sociale. È stata una visionaria della cura. Una donna capace di guardare oltre i confini delle diagnosi, oltre le etichette, oltre il silenzio e l’invisibilità in cui troppo spesso sono confinate le persone con fragilità psichica.
Al Centro della Salute Mentale di Bagheria, come nella vita, Mary ha incarnato una professionalità fatta di coraggio, ascolto radicale e azione concreta.
Con lei, l’aiuto non era un gesto tecnico ma un atto d’amore, di giustizia, di responsabilità civile.

Mary ha saputo costruire relazioni dove sembrava esserci solo frattura. Ha fatto spazio ,nella burocrazia, nei servizi, nella mente degli altri, a chi veniva sempre dopo, a chi era considerato “troppo complicato”, “poco produttivo”, “inaccessibile”.
Ma per lei, ogni persona era accessibile. Ogni storia degna di essere raccontata. Ogni soggetto fragile, una risorsa da liberare, non un problema da contenere.
Oggi, con questo fondo a lei intitolato, vogliamo proseguire la sua visione, e farlo in modo concreto.
Il fondo nasce per innescare e sostenere progetti di inclusione socio-lavorativa rivolti a persone con fragilità psichica che ancora oggi sono le ultime tra gli ultimi, spesso discriminate anche all’interno delle stesse categorie protette, e tagliate fuori dal mondo del lavoro e della partecipazione attiva.
Non si tratta solo di offrire opportunità, ma di trasformare lo sguardo della società: vedere valore dove altri vedono peso, creare appartenenza dove c’è esclusione.
Chi ha conosciuto Mary, anche solo per un tratto del proprio cammino, sa che il suo modo di esserci era irripetibile: amorevole, spregiudicato, autentico.
Eppure, crediamo che il suo impegno possa continuare a vivere e a generare bellezza, dignità, cambiamento.
Questo fondo è un gesto di memoria attiva. È una promessa: non ci fermeremo finché ogni persona, anche la più fragile, potrà trovare il proprio posto nel mondo.

Quando lavori nel sociale, non servono telecamere, proclami e propaganda, se hai fatto un buon lavoro, lo dicono i risultati e i legami che hai creato con la tua città e con le persone con cui hai collaborato.
Gli Amici di Mary, un gruppo spontaneo di persone strette intorno alla memoria e alla persistenza delle buone pratiche di Mary Abate, hanno pensato a qualcosa di concreto e hanno istituito un fondo che sostiene progetti di inclusione sociale e lavorativa per persone in condizioni di fragilità.
Sottoscrivere questa campagna al link cui potete giungere da qui, significa credere, come Mary credeva, in una società che non lascia indietro nessuno.

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Di Redazione

Al blog de L'inchiesta di Bagheria, collaborano diverse figure, ognuna con una sua peculiare dote e con un suo campo d'azione. I comunicati stampa vengono elaborati indistintamente da chi li riceve al momento.