Lun. Lug 15th, 2024

L’ultima intervista di Biagio Sciortino a molti è sembrata la dichiarazione di resa della destra. Le analisi a farsi sono tante e di diversa natura. A noi sembra piuttosto che la competizione elettorale trovi nuovi spunti.

Dopo la dichiarazione dell’ex Sindaco Biagio Sciortino, in cui spiega di non essere disponibile a giochi di potere e di segreterie dietro la scelta di un nome unitario per una destra compatta, il fior fiore dei nostri politologi si è precitato alla proclamazione del nuovo primo cittadino.

Alla proclamazione del vincitore vogliamo anteporre però alcuni fatti incontrovertibili, storia contemporanea di Bagheria che tutti paiono avere dimenticato.
Al netto dei fondi del PNNR oggi Filippo Maria Tripoli, avrebbe in ordine: cercato di assegnare l’illuminazione pubblica ad un suo assessore e ad una società con cui il suo assessore collaborava in un consorzio già da anni, cominciato e non ultimato alcune zone di periferia, cominciato e non ultimato una tribuna dello stadio, ultimato male (collaudi ancora non ottenuti o disservizi costanti) una serie di lavori finanziati dalla passata amministrazione innominabile del Movimento 5 stelle, tagliato alberi senza pietà violando vincoli vari, cercato di realizzare un parcheggio per rimediare al danno di via Libertà, con il rischio di favorire interessi privati coi soldi della città. QUESTI SONO FATTI CHE RACCONTIAMO NON PERCHÉ SIAMO CONTRO TRIPOLI, MA PERCHÉ QUESTI FATTI SONO CONTRO LA CITTÀ.

I fondi PNNR di cui hanno usufruito praticamente tutti gli Enti di Italia senza merito alcuno, hanno, piuttosto che migliorarla (né ora e né mai), trasformato la città in un ammasso di rovine con il traffico in tilt e lavori fermi praticamente ovunque.
QUESTO È QUELLO CHE SI DICE “BEN FATTO”.
Politicamente l’esperienza che ci ripropone è una esperienza fallimentare. Il civismo e le troppe anime sono state ingestibili sin da subito: 4 rimpasti di giunta, con la perdita di un assessore a pochi mesi dalla fine del mandato, 8 consiglieri di maggioranza di cui almeno 3 sono gli assessori, anime di sinistra imbrigliate dietro due nomi antagonisti che non consentono al simbolo del PD di varcare lo svincolo di Bagheria, nonostante l’elettorato ne abbia una fottuta necessità. La stessa presentazione di 6 simboli (che non sono 6 liste si badi bene) andrebbe analizzata a fondo. Dove è la lista del sindaco? Dove è finita Radici Future? Perché manca all’appello?

Al netto delle lobby e dei potentati ampiamente garantiti, questa amministrazione alimenterà unicamente l’astensionismo, ottenendo il plauso di fedelissimi e portatori di interessi vari garantiti e da garantire.
Questo è quello che vuole la Bagheria normale, quella che auspica cittadini tutti uguali con uguale acceso ai servizi?

Marcia antimafia 2023… mafia è una parola poco usata a Bagheria tanto che certe commemorazioni nemmeno si fanno più.

C’è forse una città che ha consapevolezza e coscienza delle opportunità negate alla comunità e ha deciso oggi di non disertare le Urne temendo che questo scenario continui? C’è qualcuno che più di altri può incarnare il dissenso nei confronti di questo modo di fare politica? Se quel qualcuno c’è e si propone, anche alternativo a quella destra che, nell’ultimo anno in consiglio, ha avuto la maggioranza ma è rimasta succube di accordi fuori dalle aule, quel qualcuno potrebbe fare la differenza. Per questo riteniamo che sia inopportuno vendere la pelle dell’orso, prima di averlo catturato. Se Bagheria si sveglia, e noi i cenni di risveglio li stiamo vedendo un po’ dappertutto, i giochi non sono fatti proprio per nulla, e la corsa a silenziare e tenere a margine le novità del panorama politico potrebbe non bastare.

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