Lun. Lug 22nd, 2024

Mercoledì 4 ottobre, la chiesa ha celebrato la festa di San Francesco d’Assisi. Conosciuto e amato da tutti, Francesco ha lasciato un solco indelebile nella storia della Chiesa. La sua santità è unica ma lo vedremo successivemente. Intanto bentornati in questa rubrica, quest’oggi non rifletteremo su un brano del Vangelo ma sulla figura del patrono d’Italia.

Scrivere e parlare di Francesco può sembrare semplice, si tratta di uno dei santi più conosciuti ed amati di tutto il mondo, anche la maggior parte dei non credenti lo ama. Egli è noto per il cantico delle creature, per il suo amore verso la povertà, da lui stesso definita “madonna povertà”, per essere riuscito a predicare agli uccelli e tanto altro. Tutto ciò è vero, sono fatti e scritti che Francesco ci ha lasciati ma non sono l’aspetto principale su cui bisogna focalizzarci. Il punto di vista più corretto per conoscere Francesco è, innanzitutto, capire che è innamorato follemente di Dio, lo ama a tal punto da sentire un moto di vero, sincero, disgusto per tutta la mondanità che vive e che gli sta attorno, non dimentichiamoci che proveniva da una famiglia di ricchissimi mercanti. Ecco la chiave di volta: per Francesco non serve nulla se non Dio. ,”Essersi spogliato di tutto è il chiaro segno di ciò, perchè le pregiatissime stoffe davanti a Dio sono nulla, ed ecco che ai suoi occhi perdono ogni valore. Francesco non è innamorato della povertà in se, ma in quanto strumento altissimo per lodare e ringraziare Dio. Anche riguardo alle creature, Francesco ama ogni creatura e ringrazia Dio per frate sole, sora luna e via dicendo. Non ringrazia specificamente i vari elementi naturali bensì ringrazia Dio per averceli donati. Le fonti francescane ci descrivono un Francesco che ha in testa solo ed esclusivamente una cosa, osservare il Santo Vangelo di Gesù Cristo e nel farlo Francesco ha trasformato la sua agiata vita da mercante e festaiolo in una perenne lode a Dio. Quando si è innamorati, si è capaci di compiere qualsiasi cosa per la persona amata, ecco che egli era pronto a girare ed annunziare Cristo per il mondo intero(cosa che farà) ed è notissimo il suo incontro con il sultano proprio durante il periodo delle crociate. Ma il piano di Dio per lui è molto più alto, quando, appena riconvertitosi, il crocifisso di S. Damiano gli parla e gli dice esattamente queste parole: ” Francesco va’, ripara la mia casa che ,come vedi, è in rovina”. Cristo si riferisce alla chiesa universale e Francesco la salverà e la salva ancora oggi con il suo esempio ed il suo carisma che, ancora, come nel 1200, attira ed affascina una mole innumerevole di fedeli ma anche di uomini in generale. A quel tempo la chiesa era in rovina, e Francesco, prima fondando l’ordine e poi propagando l’indulgenza del perdono di Assisi, riconsegna Cristo alla chiesa che nel frattempo si era troppo avvicinata alla sfera temporale. L’amore verso Dio lo porterà, dopo un grande momento di crisi, a ricevere le sacre stimmate ed al vivere crocifisso con Cristo. Nel concludere voglio riportarvi come gli assisiani ad un certo punto hanno cominciato a vederlo, essi provano una grande confusione e si domandano se quell’uomo che stanno guardando sia ancora Francesco o Cristo stesso, ecco che infatti comincia ad essere chiamato “alter Christus”. Non a caso Papa Francesco lo definisce “colui che ha imitato Gesù più di tutti”

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Di Walter Di Gristina

- Studente di giurisprudenza - Giovane francescano - amante della giustizia, dello sport, della buona cucina e della filosofia.